L’inclusione scolastica non è solo “avere alunni con disabilità in classe”. È un modo di progettare la scuola affinché tutti, nessuno escluso, possano partecipare, apprendere e sentirsi accolti. Questo significa che ogni adattamento sia pensato per tutta la classe, non solo per gli studenti con BES.
Inclusione scolastica significa adattare l’ambiente, le attività e le valutazioni agli studenti, non pretendere il contrario. Anche qualora nessuna barriera appare evidente, compito del docente è creare un contesto di apprendimento accogliente e alla portata sia di diversi stili cognitivi, sia di livelli di partenza eterogenei. Riassumendo, possiamo dire che l’inclusione scolastica è diretta a:
studenti con BES: DSA, ADHA, con 104, con svantaggio socio-economico-culturale;
chi ha difficoltà temporanee (es. fragilità emotive o situazioni familiari complesse) che non giustificano un PDP. Ad esempio, un alunno che vive una lutto, la separazione dei genitori o gravi situazioni di malattia in famiglia.
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Inclusione scolastica: sintesi normativa
Per orientarti tra leggi, decreti e linee guida, ecco una sintesi pratica delle norme più importanti:
Norma (anno)
Cosa dice
Legge 104/1992
Legge-quadro sulla disabilità: garantisce il diritto all’educazione e all’istruzione delle persone con disabilità nelle classi comuni, prevedendo misure di sostegno (insegnante di sostegno, permessi, agevolazioni, ecc.) per favorire l’inclusione.
Legge 170/2010
Tutela il diritto allo studio degli studenti con DSA (dislessia, disgrafia, disortografia, discalculia), prevedendo strumenti compensativi e misure dispensative.
DM MIUR 5669/2011
Decreto attuativo della L.170/2010: definisce le linee guida per il supporto didattico agli alunni con DSA, dettagliando le modalità di intervento nelle scuole.
Direttiva MIUR 27/12/2012
Estende l’inclusione a tutti gli alunni con Bisogni Educativi Speciali (BES): oltre alla disabilità e ai DSA, include svantaggio socio-culturale, linguistico e altre difficoltà, richiamandosi al diritto alla personalizzazione didattica.
Circolare MIUR 6/03/2013 n.8
Fornisce indicazioni operative alla Direttiva BES, ribadendo che l’inclusione riguarda tutti gli studenti con difficoltà (BES) e sottolineando l’importanza del Piano Didattico Personalizzato (PDP) come strumento chiave per la didattica individualizzata.
D.Lgs. 13/04/2017 n.66
Attua la L.107/2015: riorganizza l’inclusione secondo il modello bio-psico-sociale dell’ICF. Dopo l’accertamento della disabilità, introduce il Profilo di funzionamento (ICF) e impone la redazione del Piano Educativo Individualizzato (PEI) per ogni studente disabile.
D.Lgs. 7/08/2019 n.96
“Decreto Inclusione”: aggiorna il D.Lgs.66/2017. Introduce il PEI come strumento obbligatorio, rimodula l’assegnazione delle ore di sostegno in modo personalizzato, rivede le commissioni di certificazione e istituisce i Gruppi di Inclusione Territoriale (GIT) e Operativi (GLO).
DM MIUR 29/12/2020 n.182
Definisce il modello nazionale di Piano Educativo Individualizzato (PEI) e le linee guida correlate per gli alunni con disabilità, oltre alle modalità di assegnazione delle ore di sostegno.
DM MIUR 1/08/2023 n.153
Decreto correttivo del DM 182/2020: precisa ed integra il modello di PEI (collegando i domini ICF alle dimensioni del PEI), elimina l’esonero da alcune discipline, introduce criteri per il rientro da percorsi curricolari differenziati e ribadisce la piena partecipazione delle famiglie al GLO.
Circolare MIUR n. 1395 del 20 marzo 2012
Riconosce l’ADHD come disturbo evolutivo specifico rilevante in ambito scolastico. Stabilisce che può determinare un bisogno educativo speciale anche in assenza di certificazione, prevedendo misure didattiche personalizzate e la redazione di un PDP.
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Sintesi normativa inclusione
Inclusione scolastica: mappa concettuale
Per avere chiaro il quadro completo, ecco una mappa concettuale sull’inclusione scolastica:
💡 Consiglio: mentre studi la legislazione sull’inclusione, tieni questa mappa vicino a te, ti aiuterà a collocare la normativa nel giusto contesto.
📌 Per non fare confusione: BES è la macrocategoria che comprende tre aree distinte — disabilità, disturbi evolutivi specifici (come i DSA) e svantaggio socio-economico, linguistico o culturale. I DSA non sono separati dai BES, ma una loro sottocategoria. A seconda del caso, si utilizza un PEI (con sostegno) o un PDP, sempre con misure e valutazioni coerenti.
Didattica speciale e inclusione scolastica: 5 strategie concrete per la tua classe
L’inclusione scolastica non è solo una questione di leggi o PEI. Va costruita ogni giorno in aula, con scelte didattiche mirate e accessibili.
Ecco 5 strategie inclusive che puoi attivare fin da subito nella tua pratica quotidiana:
1. UDL (Universal Design for Learning)
Progetta lezioni accessibili per tutti, fin dal principio.
Offri materiali diversi (testi, video, immagini)
Lascia agli studenti la libertà di esprimersi nel modo che preferiscono: orale, scritto, grafico, multimediale
Crea compiti con livelli di difficoltà differenziati
💡Inclusione significa anticipare i bisogni, non solo adattare in corsa.
2. Cooperative Learning
Il lavoro di gruppo funziona solo se è organizzato.
Definisci obiettivi comuni e interdipendenza positiva
Inserisci momenti di valutazione reciproca
💡Una buona cooperazione è inclusiva per natura.
3. Compiti differenziati
Uguale obiettivo, ma con strade diverse per raggiungerlo.
Raccontare un evento? Può essere un video, un podcast, una narrazione scritta o un fumetto.
Valorizza la creatività e le potenzialità di ciascuno.
4. Strumenti compensativi
Non solo per studenti con BES.
Mappe concettuali e schemi
Sintesi vocale, audiolettura e video tutorial
Correttori ortografici e app inclusive
💡Inclusione è accessibilità, per tutti.
5. Routine inclusive quotidiane
Spesso fanno la vera differenza:
tempi scanditi
regole condivise
spiegazioni semplificate
domande aperte + supporto visivo
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In tema di inclusione scolastica, il PEI (Piano Educativo Individualizzato) è lo strumento obbligatorio per garantire il diritto allo studio gli studenti con disabilità. Dal 2020, il PEI è redatto secondo il modello ICF (Classificazione Internazionale del Funzionamento), che considera:
il funzionamento globale della persona,
l’interazione tra salute, ambiente, partecipazione, contesto scolastico e relazionale.
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Esempio operativo in chiave inclusiva (3 lezioni)
Tema: Raccontare il proprio territorio Discipline: Italiano – Educazione civica Durata: 3 lezioni da 60 minuti
🟦 Lezione 1 – Attivazione e raccolta
Visione di un video breve sul territorio locale
Brainstorming guidato con immagini e parole chiave
Scheda a livelli: ogni studente completa una griglia con parole, immagini o brevi frasi in base al proprio livello di autonomia
Inclusione concreta: ✔ scheda semplificata ✔ possibilità di rispondere con disegni, immagini, parole singole ✔ supporti visivi e glossario a disposizione
🟩 Lezione 2 – Produzione cooperativa
Gruppi eterogenei con ruoli assegnati (facilitatore, scrittore, speaker, disegnatore)
Ogni gruppo sceglie il formato: testo, audio, cartellone
Il docente osserva e supporta chi ha bisogni specifici, adattando strumenti e tempi
Inclusione concreta: ✔ uso di mappe concettuali o sintesi audio ✔ ruoli su misura (es. speaker per chi fatica a scrivere) + peer tutoring ✔ strumenti digitali compensativi se utili
🟨 Lezione 3 – Presentazione e valutazione tra pari
Condivisione dei lavori
Peer review guidata con checklist semplificata (con simboli e frasi brevi)
Riflessione finale: tutti partecipano in base alle proprie possibilità
Inclusione concreta: ✔ formati di presentazione liberi ✔ checklist semplificata (icona + frase) ✔ feedback orale per chi non scrive
✅ Inclusione non è fare tutto uguale, ma offrire modi diversi per partecipare e riuscire.
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