Il PEI, cioè il Piano Educativo Individualizzato, è il documento che a scuola definisce il percorso educativo e didattico dell’alunno con disabilità e ne orienta obiettivi, attività e valutazione.
PEI significa Piano Educativo Individualizzato. Nella scuola italiana questa sigla indica il documento che definisce il percorso educativo e didattico dell’alunno con disabilità, tenendo conto dei suoi bisogni, delle sue potenzialità e delle modalità più adatte per favorire partecipazione e apprendimento.
La forma estesa aiuta a capire bene il senso del termine. Si parla di piano perché si tratta di una progettazione chiara e organizzata; educativo perché riguarda la crescita complessiva dell’alunno, non solo i contenuti disciplinari; individualizzato perché il percorso viene costruito sulla situazione concreta del singolo studente, e non applicato in modo generico o standardizzato.
In parole semplici, il PEI è lo strumento con cui la scuola mette nero su bianco obiettivi, strategie, attività, strumenti e criteri di verifica utili a sostenere il percorso dell’alunno. Non è quindi un adempimento puramente formale, ma un documento che serve a dare coerenza al lavoro dei docenti e a rendere più chiaro e condiviso il progetto educativo.
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Il Piano Educativo Individualizzato è il documento che descrive e organizza il percorso educativo e didattico dell’alunno con disabilità all’interno del contesto scolastico. Non si limita a registrare informazioni generiche, ma definisce in modo chiaro gli obiettivi da perseguire, le modalità di intervento, le strategie da adottare, gli strumenti da utilizzare e i criteri attraverso cui osservare il percorso e valutarne l’efficacia.
La sua funzione è insieme educativa e didattica. È educativa perché guarda alla persona nella sua globalità, alla partecipazione, alla relazione, all’autonomia e alla crescita complessiva dell’alunno. È didattica perché orienta concretamente il lavoro della scuola sugli apprendimenti, sulle attività, sulle metodologie, sui tempi e sulle modalità di verifica più adatte alla situazione specifica. In questo senso, il PEI non è un allegato secondario, ma uno strumento di progettazione che guida il lavoro quotidiano dei docenti.
Il Piano Educativo Individualizzato è centrale nel percorso scolastico dell’alunno perché rende il progetto formativo più chiaro, coerente e condiviso. Permette infatti di collegare bisogni, obiettivi e interventi in modo realistico, evitando improvvisazioni o decisioni scollegate tra loro. Proprio per questo il PEI rappresenta un punto di riferimento essenziale: aiuta la scuola a costruire un percorso realmente inclusivo e a sostenere l’alunno in modo più consapevole, mirato e continuo.
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PEI a scuola: sezioni fondamentali, modelli e personalizzazione
Dal decreto interministeriale 182/2020 – attuativo di L. 104/1992 e D.Lgs. 66/2017 – deriva l’attuale modello nazionale del PEI approvato dal Ministero dell’Istruzione e del Merito. Il documento è articolato in otto moduli obbligatori:
Dati anagrafici e contesto
Quadro di Funzionamento ICF (descrive i domini di attività e partecipazione)
Obiettivi annuali misurabili
Interventi su ambiente e apprendimenti (strategie didattiche, ausili, tecnologie)
Organizzazione di tempi e spazi
Sostegni e risorse (ore di sostegno, assistenza alla comunicazione/personale, CTS, enti esterni)
Verifica e valutazione (indicatori di progresso, griglie osservazionali)
Firme, raccordi e monitoraggio
Modelli per ordine di scuola
Esistono quattro layout – infanzia, primaria, secondaria I grado, secondaria II grado – identici per struttura ma diversi per linguaggio e griglie di osservazione, così da adattarsi all’età e al curricolo.
Livelli di percorso didattico
Il PEI specifica tre possibili percorsi:
Percorso
Obiettivi
Titolo di studio finale
Ordinario
Uguali alla classe, con eventuali adattamenti
Sì
Semplificato
Obiettivi essenziali della classe
Sì
Differenziato
Obiettivi funzionali personalizzati
Certificazione delle competenze, non diploma
Personalizzazione in base alla disabilità
Disabilità intellettiva lieve/media → enfasi su adattamenti curricolari e metodologie laboratoriali.
Disturbi dello spettro autistico → strutturazione spazi/tempi, programmi ABA-TEACCH, supporti visivi.
Pluridisabilità o disabilità sensoriale grave → dettaglio di ausili, interventi riabilitativi, figure sanitarie.
La redazione e l’aggiornamento spettano al Gruppo di Lavoro Operativo (GLO) di classe, distinto dal Gruppo di Lavoro per l’Inclusione (GLI) d’istituto. Quando la famiglia attiva il Progetto Individuale ex art. 14 L. 328/2000, il PEI si collega a tale progetto per integrare interventi scolastici e servizi territoriali.
In sintesi, il PEI a scuola è uno strumento unico ma flessibile: la struttura a moduli garantisce uniformità nazionale, mentre le varianti di modello e di percorso permettono di adattarlo a ordini di scuola, livelli di curricolo e specifiche esigenze di ciascun alunno, assicurando così una progettazione educativa realmente inclusiva.
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Modelli PEI (Allegati A1–A4): sono i modelli per infanzia, primaria, secondaria di I e II grado (li trovi nella pagina del decreto, come allegati).
Domande frequenti sul PEI
Che cosa vuol dire PEI? PEI significa Piano Educativo Individualizzato: è il documento con cui la scuola definisce e organizza il percorso educativo e didattico dell’alunno con disabilità.
Il PEI e il Piano Educativo Individualizzato coincidono? Sì. “PEI” è semplicemente l’acronimo di “Piano Educativo Individualizzato”: indicano lo stesso documento.
A cosa serve il PEI a scuola? Serve a tradurre bisogni e funzionamento dell’alunno in scelte concrete: obiettivi, strategie, organizzazione di tempi e spazi, risorse, criteri di verifica e valutazione. In pratica, è lo strumento che rende il percorso scolastico più chiaro, coerente e monitorabile.
Che cosa si intende quando si parla di “nuovo PEI”? Non è il nome di un documento diverso: si usa questa espressione per indicare il modello nazionale e l’impostazione più recente con cui oggi si redige il PEI, secondo un quadro di riferimento aggiornato.
Dove trovare il modello ufficiale (e quando ha senso usare esempi)? Il riferimento più affidabile è la pagina del Ministero dedicata all’inclusione, dove sono disponibili i documenti ufficiali e i modelli per i diversi ordini di scuola. Gli esempi trovati online possono essere utili solo come orientamento, ma non vanno copiati: un PEI efficace deve essere sempre costruito e adattato sul caso reale dell’alunno.
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