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La valutazione formativa, o valutazione in itinere, serve a raccogliere evidenze durante il percorso didattico per capire che cosa gli studenti stanno apprendendo, dove incontrano difficoltà e quali azioni didattiche attivare subito.

Non coincide con un semplice voto intermedio: è davvero formativa solo quando produce feedback utilizzabile, un prossimo passo verificabile e una possibile rimodulazione dell’insegnamento.

In questa guida trovi:

  • le differenze tra valutazione diagnostica, formativa e sommativa;
  • esempi pratici applicabili in classe;
  • una griglia di valutazione con indicatori, feedback e azione successiva;
  • un esempio compilato per capire come usare lo strumento in modo concreto.

L’obiettivo è aiutarti a passare dalla teoria alla pratica: non solo “valutare durante il percorso”, ma usare la valutazione per migliorare davvero l’apprendimento.

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Valutazione formativa: cos’è

La valutazione formativa è un processo di osservazione, interpretazione e restituzione che accompagna l’apprendimento mentre si sta costruendo.

Non si limita a dire se uno studente “ha fatto bene” o “ha fatto male”, ma aiuta il docente e l’alunno a capire dove intervenire. Il suo valore non sta nella registrazione di un risultato provvisorio, ma nell’uso delle informazioni raccolte: il docente osserva, interpreta, restituisce un’indicazione mirata e decide come proseguire.

Può nascere da strumenti molto diversi: una domanda durante la lezione, una breve prova in itinere, un exit ticket, una checklist osservativa, una revisione guidata, un confronto orale, una bozza di lavoro o un compito autentico in fase di sviluppo.

Diventa davvero formativa solo se porta a una conseguenza concreta. Dopo aver raccolto un’evidenza, dovrebbe essere possibile rispondere a tre domande:

  • che cosa è stato osservato;
  • che cosa deve migliorare lo studente;
  • quale sarà il prossimo passo.

Se manca questa ricaduta, la valutazione rischia di restare una semplice verifica intermedia. Avviene “durante” il percorso, ma non lo modifica davvero.

In sintesi, la valutazione formativa non serve solo a controllare l’apprendimento: serve a farlo avanzare.one formativa è “valutare per far apprendere meglio, mentre si sta apprendendo”.


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Valutazione diagnostica, formativa e sommativa: differenze

Valutazione diagnostica, formativa e sommativa non si distinguono solo per quando vengono svolte, ma soprattutto per come vengono usate le informazioni raccolte.

La domanda decisiva non è: “Sto valutando all’inizio, durante o alla fine?”, ma: che cosa faccio con ciò che ho osservato?

Tipo di valutazioneDomanda guidaFunzione
DiagnosticaDa dove partiamo?Conoscere prerequisiti, livelli iniziali e bisogni
FormativaCome procediamo adesso?Migliorare l’apprendimento mentre è in corso
SommativaDove siamo arrivati?Documentare l’esito raggiunto

La valutazione diagnostica si usa in avvio di un’UDA, di un modulo o di un nuovo argomento. Serve a capire che cosa gli studenti sanno già, quali prerequisiti possiedono, quali idee errate emergono e quali bisogni richiedono attenzione. Può essere svolta con domande-stimolo, brainstorming guidati, brevi test d’ingresso, compiti ponte, conversazioni esplorative o analisi di lavori precedenti. Il suo esito non dovrebbe essere un voto, ma una mappa di partenza utile per progettare meglio attività, gruppi, tempi e obiettivi.

La valutazione formativa si colloca durante il percorso. Serve a capire se gli studenti stanno procedendo nella direzione attesa e quali interventi sono necessari per sostenere il miglioramento. Può avvenire attraverso osservazioni sistematiche, checklist, correzioni guidate o domande orali. La sua caratteristica principale è che produce una conseguenza: un feedback, una revisione, un’attività di recupero, un potenziamento o una modifica della lezione successiva.

La valutazione sommativa si usa invece al termine di una fase significativa del percorso: fine unità, fine quadrimestre, prova conclusiva, compito autentico finale. Serve a documentare il livello raggiunto rispetto a criteri espliciti. Può assumere la forma di verifica scritta, interrogazione, prova pratica, prodotto finale, test strutturato o compito autentico con rubrica. Il suo esito può essere espresso con voto, livello, giudizio sintetico o descrizione del risultato raggiunto.

In sintesi:

  • la diagnostica orienta la progettazione iniziale;
  • la formativa regola il percorso mentre si svolge;
  • la sommativa documenta il risultato finale.

La formula più semplice è questa: diagnostica = partenza, formativa = regolazione, sommativa = bilancio.

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Valutazione formativa e sommativa: lo stesso compito può avere due usi diversi

La differenza tra valutazione formativa e sommativa diventa più chiara se osserviamo lo stesso compito in due momenti diversi del percorso.

Prendiamo una prova scritta di Italiano: gli studenti devono produrre un breve testo argomentativo su una traccia assegnata, con tesi, almeno due argomenti e conclusione.

Lo strumento è lo stesso: un testo scritto.
A cambiare è l’uso che il docente fa delle evidenze raccolte.

Prima fase: uso formativo del compito

Nella prima fase, il testo non viene usato per chiudere il percorso con un voto definitivo, ma per capire che cosa funziona, che cosa va migliorato e quale intervento didattico attivare.

Il docente osserva alcuni criteri già condivisi con la classe:

  • chiarezza della tesi;
  • pertinenza degli argomenti;
  • uso dei connettivi;
  • organizzazione dei paragrafi;
  • correttezza e coesione del testo.

Dalla lettura delle bozze emergono alcune evidenze. Per esempio, molti studenti riescono a formulare una tesi comprensibile, ma faticano a collegare in modo fluido i passaggi argomentativi. Alcuni usano sempre gli stessi connettivi; altri passano da un argomento all’altro senza una frase-ponte.

A questo punto il docente restituisce un feedback breve e operativo, non un giudizio generico.

Esempio di feedback:

La tesi è chiara e gli argomenti sono pertinenti. Devi però migliorare il passaggio tra il primo e il secondo argomento. Inserisci una frase-ponte e sostituisci almeno tre connettivi ripetuti con alternative più precise.

Il feedback è formativo perché indica allo studente che cosa ha funzionato, che cosa va rivisto e come procedere.

Il passaggio successivo è obbligatorio: lo studente produce una seconda versione del testo, evidenziando le modifiche apportate. Nel frattempo, il docente dedica una breve attività mirata alle difficoltà comuni emerse nella classe, per esempio una mini-lezione su frasi-ponte, connettivi e progressione argomentativa.

In questo caso la valutazione serve a regolare il percorso: non si limita a registrare un errore, ma lo trasforma in occasione di revisione e miglioramento.

Seconda fase: uso sommativo del compito

Dopo il lavoro di revisione, il docente può proporre una versione finale del testo o un nuovo compito simile.

A questo punto la prova assume una funzione sommativa: serve a documentare il livello raggiunto al termine del percorso. Il docente valuta il prodotto finale sulla base di criteri espliciti, per esempio:

  • coerenza argomentativa;
  • correttezza linguistica;
  • coesione e struttura;
  • ricchezza lessicale;
  • pertinenza rispetto alla traccia.

L’esito può essere espresso con voto, livello, giudizio sintetico o descrizione del livello raggiunto, secondo le modalità previste dal contesto scolastico.

In questa seconda fase l’obiettivo non è più guidare una revisione immediata, ma attestare dove lo studente è arrivato dopo il percorso di lavoro.

Il punto decisivo

Lo stesso compito può quindi avere prima una funzione formativa e poi una funzione sommativa.

È formativo quando produce feedback, revisione e regolazione didattica.
È sommativo quando documenta il risultato finale rispetto a criteri dichiarati.

L’errore da evitare è considerare “formativa” qualsiasi prova svolta a metà percorso. Una verifica intermedia con voto, senza feedback utilizzabile e senza possibilità di revisione, non è davvero formativa: è solo una valutazione sommativa anticipata.


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Valutazione formativa: esempi pratici da usare in classe

La valutazione formativa non richiede per forza prove aggiuntive o strumenti complessi. Può essere inserita nelle attività che il docente svolge già: esercizi, interrogazioni, discussioni, lavori di gruppo, produzioni scritte, compiti pratici, correzioni alla lavagna.

La differenza è nell’uso che si fa di ciò che emerge. Non basta raccogliere risposte o segnare errori: bisogna trasformare quelle informazioni in un feedback e in un’azione successiva.

Di seguito trovi alcuni esempi concreti.

1. Dopo un esercizio di matematica

Durante una lezione sulle equazioni di primo grado, il docente assegna cinque esercizi brevi. Mentre gli studenti lavorano, osserva i quaderni e nota che molti arrivano correttamente fino al secondo passaggio, ma poi sbagliano il cambio di segno o la divisione finale.

Invece di limitarsi a correggere l’esercizio alla lavagna, il docente restituisce un feedback mirato:

Il procedimento è impostato bene, ma l’errore si ripete nel passaggio in cui isoli l’incognita. Ricontrolla solo quel punto e riscrivi gli ultimi due passaggi.

Il passo successivo non è “rifai tutto”, ma una revisione circoscritta. Gli studenti correggono solo il passaggio critico e svolgono un esercizio analogo. Il docente, nella lezione successiva, riprende per dieci minuti proprio l’errore più frequente emerso.

Questa è valutazione formativa perché l’errore non viene solo registrato: diventa un’indicazione per correggere il metodo e riorientare la lezione.

2. Durante la scrittura di un testo

In una classe di scuola secondaria, gli studenti stanno scrivendo un testo argomentativo. Il docente non aspetta la consegna finale per valutare, ma legge una bozza intermedia.

Dalle bozze emerge che molti alunni hanno una tesi chiara, ma argomentano in modo debole: gli esempi sono generici e i passaggi tra un’idea e l’altra sono poco collegati.

Il feedback può essere formulato così:

La tesi è comprensibile, ma il secondo argomento va rafforzato. Aggiungi un esempio concreto e collega il nuovo paragrafo con una frase di passaggio.

Il passo successivo è una revisione della bozza. Gli studenti non devono riscrivere tutto il testo, ma intervenire su un punto preciso: aggiungere un esempio, migliorare un collegamento, riformulare una frase poco chiara.

Il docente può poi dedicare una breve attività comune a “come si costruisce un argomento efficace”, usando errori ricorrenti emersi dalle bozze.

3. Durante un’interrogazione orale

La valutazione formativa può riguardare anche l’orale. Per esempio, durante un’interrogazione di storia, lo studente conosce gli eventi principali, ma li espone in modo frammentato e senza collegamenti di causa-effetto.

Il docente può chiudere l’intervento con un’indicazione operativa:

I contenuti essenziali ci sono. Per migliorare, devi collegare meglio cause e conseguenze. Alla prossima interrogazione prepara tre frasi che iniziano con “questo avvenne perché…” e “questo provocò…”.

In questo modo l’orale non si riduce a una prestazione da giudicare, ma diventa anche occasione per indicare come migliorare l’esposizione disciplinare.

Il passo successivo può essere una breve ripresa nella lezione seguente: lo studente riformula un passaggio, oppure la classe costruisce insieme una catena causa-effetto alla lavagna.

4. Durante un lavoro di gruppo

In un’attività di scienze, i gruppi devono costruire una semplice presentazione su un ecosistema. Il docente osserva il lavoro con pochi criteri: uso corretto delle informazioni, distribuzione dei ruoli, chiarezza del prodotto finale.

Durante l’osservazione nota che un gruppo ha raccolto molte informazioni, ma non le ha organizzate: il prodotto rischia di essere un elenco disordinato.

Il feedback può essere dato mentre il lavoro è ancora in corso:

Avete trovato informazioni utili, ma dovete organizzarle meglio. Dividete la presentazione in tre parti: ambiente, organismi viventi, relazioni tra gli elementi dell’ecosistema.

Il passo successivo è immediato: il gruppo riorganizza il materiale prima della consegna finale. Il docente non valuta solo il prodotto concluso, ma interviene nel momento in cui il lavoro può ancora migliorare.

5. Dopo una verifica breve

Dopo una verifica di grammatica, il docente nota che gli errori non sono distribuiti casualmente: buona parte della classe sbaglia il riconoscimento delle subordinate causali e finali.

Invece di limitarsi a consegnare i voti, il docente restituisce una breve sintesi:

La maggior parte della classe riconosce correttamente le subordinate temporali, ma fatica a distinguere causali e finali. Ripartiamo da questo punto.

Il passo successivo può essere un’attività mirata: tre frasi da analizzare insieme, una coppia di esempi simili da confrontare, un breve esercizio di recupero e una nuova micro-verifica solo su quel nodo.

Qui la valutazione formativa riguarda anche il docente: le evidenze raccolte mostrano che un contenuto deve essere ripreso, spiegato diversamente o esercitato meglio.

6. Con autovalutazione guidata

L’autovalutazione funziona solo se non resta generica. Chiedere “come pensi sia andata?” spesso produce risposte vaghe. Meglio collegarla a un criterio preciso.

Dopo un compito di lingua straniera, il docente può chiedere:

  1. Ho usato almeno cinque parole nuove in modo corretto?
  2. Ho costruito frasi comprensibili?
  3. Qual è un errore che posso correggere subito?

Lo studente rilegge il proprio lavoro, individua un punto da migliorare e lo corregge. Il docente aggiunge un feedback breve, per esempio:

Hai usato correttamente il lessico studiato. Ora concentrati sull’ordine delle parole nella frase: correggi le frasi 2 e 4.

In questo modo l’autovalutazione non è un momento decorativo, ma diventa parte del processo di revisione.

Cosa rende questi esempi davvero formativi

In tutti i casi, la valutazione non si ferma alla constatazione dell’errore. Funziona perché produce una conseguenza concreta:

  • una revisione del compito;
  • un esercizio mirato;
  • una spiegazione riprogettata;
  • una nuova consegna più circoscritta;
  • un obiettivo di miglioramento per la prestazione successiva.

Per questo una buona valutazione formativa dovrebbe sempre lasciare una traccia chiara: che cosa ho osservato, quale feedback ho dato, quale passo successivo ho richiesto.

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Valutazione formativa: griglia con esempi svolti

Una griglia di valutazione formativa non deve limitarsi ad assegnare un livello. Deve aiutare il docente a registrare che cosa è stato osservato, quale feedback è stato dato e quale azione successiva è richiesta.

Per la scuola secondaria può essere utile una scala descrittiva a quattro livelli. Per la scuola primaria, invece, è opportuno prevedere una variante raccordata ai sei giudizi sintetici introdotti dall’O.M. n. 3 del 9 gennaio 2025: Ottimo, Distinto, Buono, Discreto, Sufficiente, Non sufficiente. La valutazione in itinere resta comunque espressa nelle forme ritenute opportune dal docente, in coerenza con i criteri definiti dal Collegio dei docenti e inseriti nel PTOF.

Griglie di valutazione pronte

1. Scuola primaria — 6 giudizi

Primaria — Italiano: testo scritto
IndicatoreOttimoDistintoBuonoDiscretoSufficienteNon sufficiente
Tracciapienacompletaadeguataparzialeguidatanon rispettata
Ideericcheordinatechiaresempliciframmentarieconfuse
Organizzazionecoesaordinatalineareincertaguidatadisorganica
Lessicoprecisoappropriatocorrettosemplicepoveroimproprio
Correttezzasicuraquasi sicuraerrori lievierrori ricorrentimolti erroricompromessa
Revisioneautonomaaccuratasu indicazioneguidatamolto guidataassente

Primaria — Matematica: problema
IndicatoreOttimoDistintoBuonoDiscretoSufficienteNon sufficiente
Comprensionecompletasicuraadeguataparzialeguidatanon raggiunta
Datiselezione sicuracorrettaquasi correttaincertacon aiutonon individua
Strategiaefficacecorrettaadeguataparzialeguidataassente
Calcolocorrettoquasi correttolievi errorierrori ricorrentimolti erroriscorretto
Procedimentospiegatochiaroessenzialeincompletominimoassente
Controlloautonomoaccuratosu indicazioneguidatomolto guidatoassente
Primaria — Esposizione orale
IndicatoreOttimoDistintoBuonoDiscretoSufficienteNon sufficiente
Conoscenzesicurestabilicorretteessenzialifragililacunose
Esposizionefluidaordinatachiarasempliceguidataconfusa
Lessicoprecisoappropriatocorrettosemplicegenericoimproprio
Collegamentiautonomipertinentiprincipalipochiguidatiassenti
Comprensionepienasicuraadeguataparzialecon aiutonon evidente
Autonomiapienastabileprevalenteparzialeridottaassente

2. Scuola secondaria di primo grado — 4 livelli + voti

Per la secondaria la valutazione degli apprendimenti è espressa in decimi; la corrispondenza è: Iniziale 4-5, Base 6, Intermedio 7-8, Avanzato 9-10.

Secondaria I grado — Italiano: tema
IndicatoreIniziale 4-5Base 6Intermedio 7-8Avanzato 9-10
Tesiassente/confusapresentechiarasolida
Argomentideboliessenzialipertinentisviluppati
Esempiassentisempliciadeguatiefficaci
Coesioneframmentarialineareordinatafluida
Lessicoimpropriogenericoadeguatopreciso
Revisioneassenteguidatasu indicazioneautonoma
Secondaria I grado — Matematica: problema
IndicatoreIniziale 4-5Base 6Intermedio 7-8Avanzato 9-10
Comprensioneparzialeessenzialecorrettacompleta
Strategiacasualesempliceadeguataefficace
Proceduradisordinataguidataordinatasicura
Calcologravi errorierrori limitatiquasi correttocorretto
Linguaggioimproprioessenzialeadeguatopreciso
Controlloassenteminimopresenteautonomo
Secondaria I grado — Interrogazione orale
IndicatoreIniziale 4-5Base 6Intermedio 7-8Avanzato 9-10
Conoscenzeframmentarieessenzialicorrettecomplete
Organizzazionedisordinataguidatachiaraautonoma
Lessicoimpropriosempliceadeguatospecifico
Collegamentiassentielementaripertinentiautonomi
Argomentazioneminimasemplicecoerentesolida
Rielaborazioneassentelimitatapresentepersonale

Scuola secondaria di secondo grado — 4 livelli + numeri

Secondaria II grado — Testo argomentativo / saggio
IndicatoreIniziale 4-5Base 6Intermedio 7-8Avanzato 9-10
Pertinenzadeboleessenzialeadeguatapiena
Tesiconfusariconoscibilechiaraoriginale
Argomentazionefragilesemplicecoerenterigorosa
Fontiscorretteparzialicorrettecritiche
Coesioneframmentarialinearefluidaefficace
Registroimproprioaccettabileadeguatomaturo
Secondaria II grado — Problema scientifico/matematico
IndicatoreIniziale 4-5Base 6Intermedio 7-8Avanzato 9-10
Analisi datiincompletaessenzialecorrettaapprofondita
Modelloerratosempliceadeguatoefficace
Proceduraconfusaguidataordinatarigorosa
Calcoligravi errorierrori limitaticorrettisicuri
Interpretazioneassenteminimacorrettacritica
Formalizzazioneimpropriaessenzialeadeguataprecisa
Secondaria II grado — Compito autentico / progetto
IndicatoreIniziale 4-5Base 6Intermedio 7-8Avanzato 9-10
Consegnaparzialeessenzialecorrettacompleta
Pianificazioneassentesemplicefunzionalestrategica
Contenutifragiliessenzialisolidiapprofonditi
Prodottoincompletoaccettabileefficacecurato
Comunicazioneconfusasemplicechiaraincisiva
Autonomiascarsaguidatabuonapiena

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